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Vangelo a colazione
Pensieri del mattino della famiglia Castaldi (Saronno, Italia) riunita per pregare e crescere insieme.
Riflessioni offerte a tutti per innescare la preghiera nelle famiglie cristiane del mondo.

335 - La ricchezza è ostacolo alla sequela

19-Aug-2019 - XX settimana del Tempo Ordinario – Lunedì
Parola di Dio            
Ed ecco, un tale… gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «… Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze. Mt 19,16-22
Pensieri:
«Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e vieni! Seguimi!». Per molti anni, quando abbiamo meditato questo versetto del vangelo, ci siamo chiesti come sia possibile vender tutto e dare il ricavato ai poveri quando si hanno una famiglia e dei figli da educare e da introdurre alla vita. E quali sono questi poveri, ci siamo ancora chiesti, quelli che al mattino vediamo scendere a frotte dal treno, alla stazione di Saronno, con la sigaretta in bocca, e poi si sparpagliano per la città a chieder l’elemosina? Eppure l’esortazione di Gesù è vera! Il brano del vangelo di oggi non ci propone la povertà come frutto di un’ascesi, ma come presupposto necessario per seguire veramente il Signore. Vengono in mente le parole di Paolo: «Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che sia una perdita tutto a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura» (Fil 3,7-9). Viene anche in mente la povertà di Francesco d’Assisi, al quale il vivere come gli uccelli del cielo e i gigli del campo ha reso possibile comunicare, in un modo nuovo e unico, con il Signore e con tutto il creato, con il quale si è sentito in armonia perfetta. Sembrerebbe, però, che l’assoluta povertà fosse possibile solo per i frati e per le suore. Come fa una famiglia, con le sue esigenze e i suoi condizionamenti, a sperimentare – come dice Paolo – la sublimità della conoscenza di Cristo Gesù?
Forse ci sono altre strade per arrivarci, o forse a chi ha scelto di vivere, come noi, una vita di famiglia, è concessa solo una conoscenza imperfetta del Signore? Sentiamo che su questa pagina del vangelo dobbiamo ancora riflettere, e forse finiranno i nostri giorni che ci staremo ancora riflettendo. Tuttavia sembra che, per le famiglie, la perfezione possibile sia da ricercarsi nella direzione della semplicità del modo di vivere e nell’accoglienza del povero. Per chi ha scelto la vita di famiglia è in questa direzione che prende forma il volto concreto della fede, ma, come è stato per Paolo, è un cammino lungo: «Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione, ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù» (Fil 3,12).



 

Anna Maria Rossi e Pierluigi Castaldi
via Gaudenzio Ferrari, 29 - 21047 Saronno (VA) ITALY