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Vangelo a colazione
Pensieri del mattino della famiglia Castaldi (Saronno, Italia) riunita per pregare e crescere insieme.
Riflessioni offerte a tutti per innescare la preghiera nelle famiglie cristiane del mondo.

112 - Voi sarete dèi

12-Apr-2019 - V settimana di Quaresima – Venerdì

Parola di Dio            
Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?… Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio… credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Gv 10,31-38
Pensieri:
«Homo homini lupus – l’uomo è un lupo nei confronti dell’uomo»: è la sintesi filosofica di Thomas Hobbes, il padre del pensiero politico inglese dell’età moderna. «Homo homini deus – l’uomo è un dio nei confronti dell’uomo»: potrebbe essere la sintesi del pensiero sociale cristiano. L’uomo-lupo vive nel branco per avere più forza, per cacciare e aggredire. L’uomo-dio vive in comunione con tutti e si dona agli altri, ma è destinato a essere un solitario, come è sempre stato Gesù, anche quando era in mezzo alla folla. «Voi sarete dèi», è scritto nella legge giudaica e Gesù oggi lo ricorda a quel branco di lupi che lo attacca da tutte le parti, per lapidarlo e ucciderlo. Ma che cosa vuol dire «Voi sarete dèi»? Come fa un uomo a diventare deus, un dio per l’altro uomo? A questa domanda nella Bibbia c’è una sola risposta: diventare «dèi» vuol dire diventare «servi». L’attributo
di «servo» nella storia della salvezza è il più grande, dopo quello di «Figlio di Dio», e lo è a tal punto che in Gesù le due parole si toccano: egli è il «Servo di Jahvè» e «Figlio di Dio». La parola «servo» nella storia della salvezza si è evoluta, assumendo dimensioni sempre più ampie: Abramo è stato un servo solitario al servizio del progetto di salvezza di Dio; Mosè, per farsi servo dello stesso progetto, lo è diventato del popolo di Israele. Per Gesù essere servo di Jahvè ha significato andare a morire in croce per la salvezza di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni razza. Oggi, nella nostra società, la parola «servo» ha una accezione negativa, fa pensare a una persona senza volontà e senza un proprio progetto di vita; è quasi sinonimo di «schiavo». Per il cristiano, invece, la parola «servo» ha un significato altissimo: presuppone il riconoscimento della signoria di Gesù sulla nostra vita e l’esistenza di un progetto che il Signore ha predisposto per noi. Progetto che ci permetterà di far fruttare nel modo migliore i talenti che abbiamo ricevuto. Per il cristiano la parola «servo» è sinonimo di chi realizza il sogno di Dio su di lui.


 

Anna Maria Rossi e Pierluigi Castaldi
via Gaudenzio Ferrari, 29 - 21047 Saronno (VA) ITALY